Conoscenza e tutela del patrimonio architettonico moderno e contemporaneo: esperienze a confronto

77 già richiesti dalle procedure Unesco). Tali esigenze, se non controllate, potranno modificare considerevolmente l’aspetto fisico/materico degli edifici esistenti. Complessivamente l’edificato di Asmara ha problematiche comuni, da addurre principalmente all’assenza nel tempo delle manutenzioni; si registrano danni alle coperture, malfunzionamento della raccolta delle acque piovane, infiltrazioni, distacchi di intonaco, reti e impianti obsoleti e, ormai, anche fenomeni di degrado da inquinamento. Tra le alterazioni rilevanti si ascrivono le scorrette operatività sulle finiture – per esempio la non compatibilità materica e colorimetrica, rispetto ai substrati esistenti, delle nuove superfici/tinteggiature – e, tra i fenomeni più diffusi, le sostituzioni di serramenti. Indispensabile, al fine di ovviare a interventi non idonei o di sottrazione, sarà l’approntamento di una specifica ricerca volta alla conoscenza dei caratteri materici e tecnologici originari delle diverse componenti costruttive degli edifici, nonché dei materiali e delle finiture del Moderno2, a volte sperimentali, ‘autarchici’, le cui capacità prestazionali, in contesto eritreo, sono ancora poco conosciute. Tra le alterazioni volumetriche, si annoverano le trasformazioni dei ‘vuoti’ degli edifici esistenti al fine di soddisfare reali necessità abitative, con la conseguente modificazione dei prospetti attraverso chiusure di logge e balconi. che rappresentasse il meglio della cultura italiana, non attraverso ornamenti e decorazioni, ma attraverso la proporzione dei volumi, dei colori e il loro gioco nella luce (Consoli 1992; Architettura italiana d’Oltremare 1993). Le pratiche e le sfide alla conservazione di Asmara L’ultraventennale centralizzazione su Addis Abeba del potere politico di Hailé Selassié e del regime socialista di Menghistu, i trent’anni di guerra trascorsi per l’indipendenza dall’Etiopia e, non ultima, la fragile economia della contemporaneità hanno messo a dura prova, oltre che la popolazione eritrea, anche le architetture della città. In assenza o quasi di opere di manutenzione, gli edifici si presentano ad oggi con evidenti fenomeni di degrado. Se da un lato si palesa con un’innegabile connotazione negativa, in realtà la politica del ‘non’ intervento per mancanza di budget, nel lungo periodo, ha salvaguardato le stesse architetture da interventi incongrui preservandone l’autenticità. Si riscontra anche come, là dove ci siano stati interventi manutentivi o di rifunzionalizzazione, spesso questi sono poco incidenti. Tuttavia – quando l’economia del Paese avrà modo di riprendersi – le architetture della città di Asmara dovranno assolvere ai nuovi bisogni della società contemporanea, rispondere a nuovi modelli di consumo e di sviluppo, nonché ai necessari adeguamenti funzionali e normativi (questi ultimi peraltro integrate the modern methods of the new architecture, such as respect for ‘functionality’ and the absence of decorations, the traits of the constructions in Asmara, due also to the cost of transporting materials from Italy, are combined out of necessity with a certain economy, with the rational use of raw materials, and with construction responding to its genius loci. In the 1930s, the city saw a double articulation of the concept of modernity: understood on the one hand as constructive rationality and suitability, with particular attention devoted to the innovative reinterpretation of local traditional materials and techniques in order to draw from them those elements of necessity that are the basis for a perfect correspondence between the place and the location; and on the other hand as the avant-garde and experimentation, bringing to this geographically remote location the most advanced points in the national debate, in search of a character that best represented Italian culture, not through ornaments and decorations, but through the proportion of volumes and colours, and their play in the light (Consoli 1992; Architettura italiana d’Oltremare 1993). pleasantness, due precisely to its enduring tree-lined avenues, public greenery, pedestrian paths, collective services, liveability, and an infrastructure network that has managed to keep up with the times. Regulatory plans as well as construction and hygiene regulations – in accordance with national practice – governing the building of the ‘planned city’ were adopted as early as the turn of the twentieth century, giving Asmara its grid layout with the market at the centre. The phase of its real development as a modern capital, with a new road artery that was to become Viale Mussolini (today’s Harnet Avenue), took place between 1936 and 1940: while the outer neighbourhoods were residential, consisting of villas and cottages, Viale Mussolini was lined by institutional buildings, thereby taking on a character that was representative, monumental, and sober all at once. Constructions in ‘Asmara Style’ – a blend of Eclectism, Novecento Italiano, Metaphysics, and Futurism – show high quality and great skill in using traditional materials in modern forms: excellent clays for bricks, and an elegant use of worked stone like granite, trachyte, basalt, schist, and sandstone. Of the Modernist materials, mention must be made of reinforced concrete and of glass brick for developing ‘volumetric simplicities’ and the judicious ratios between masonry and window and door size, and also for the construction of loggias or extraordinary overhangs (see Fiat Tagliero). The buildings’ volumes are highlighted by plastered surfaces with contained hues (the range of earth tones), and with particular ‘thickness’ finishings. In order to optimize and

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExODM2NQ==