Conoscenza e tutela del patrimonio architettonico moderno e contemporaneo: esperienze a confronto

76 e le arenarie. Tra i materiali del Moderno non si può non citare il cemento armato e il vetrocemento per la realizzazione delle ‘semplicità volumetriche’, dei rapporti ponderati tra murature e forometrie, ed anche per la costruzione di logge o aggetti mirabolanti (vedi Fiat Tagliero). I volumi degli edifici sono evidenziati con superfici intonacate dai cromatismi contenuti (la gamma delle tinte color terra), nonché con particolari finiture a ‘spessore’. Al fine di ottimizzare e integrare i metodi moderni della nuova architettura quali il rispetto delle ‘funzionalità’ e l’assenza delle decorazioni, i caratteri delle realizzazioni ad Asmara, anche a causa dei costi di trasporto dei materiali dall’Italia, si sposano necessariamente con una certa economia, con l’uso razionale delle materie prime e con la rispondenza del costruito al suo genius loci. La città ha visto negli anni trenta una doppia declinazione del concetto di modernità: da un lato intesa come razionalità costruttiva e adeguatezza, con una particolare attenzione volta alla rilettura innovativa di tecniche e materiali tradizionali locali al fine di trarne quegli elementi di necessità che stanno alla base di una perfetta corrispondenza tra luogo e manufatto, dall’altro come avanguardia e sperimentazione, portando in questo luogo geograficamente remoto le punte più avanzate del dibattito nazionale, alla ricerca di un carattere architetture pubbliche e private, ma hanno visto anche la realizzazione di spazi pubblici e semipubblici. Il costruito urbano di Asmara, rispetto a coeve ‘città di fondazione’, risulta ancora oggi di una certa gradevolezza proprio per il permanere dei suoi viali alberati, del verde pubblico, dei percorsi pedonali, dei servizi collettivi, della sua vivibilità e di un assetto infrastrutturale che è riuscito a tenere il passo con i tempi. L’adozione già nei primi anni del XX secolo di piani regolatori e di regolamenti edilizi e di igiene – secondo la prassi nazionale – che regolamentano la costruzione della ‘città di fondazione’, vede Asmara adottare un impianto a griglia con al centro il mercato. È tra il 1936 e il 1940 la fase del suo reale sviluppo come capitale moderna, il cui nuovo asse portante diventa viale Mussolini (oggi Harnet Avenue): mentre i quartieri esterni sono residenziali e sono costituiti da ville e villini, viale Mussolini ospita gli edifici istituzionali assumendo così un carattere rappresentativo, monumentale e sobrio al tempo stesso. Grande è la qualità delle costruzioni dell’Asmara Style – insieme di Eclettismo, Novecento, Metafisica e Futurismo –, così come l’abilità nell’utilizzo dei materiali tradizionali in forme moderne: ottime le argille per i laterizi, ricercato l’uso di pietre da taglio quali i graniti, le trachiti, i basalti, gli scisti Lorenzo Azzoni, Fontana Mai Jah Jah, 1938, Asmara, courtesy Susanna Bortolotto, Nelly Cattaneo.

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